La Querula Italietta (#11) - Una notizia a caso...
L'accidentale incontro con notizie come questa (gentilmente segnalata dalla consueta, ottima Bassotuba) provoca nel sottoscritto un sempre più marcato senso di rassegnato rammarico, se non, talvolta, di indifferenza esasperata. Sono tutte più o meno simili, tutte perfettamente interscambiabili, tutte dotate degli stessi squallidi elementi caratterizzanti. Se ancora si riesce a provare qualcosa di paragonabile all'indignazione, è forse solo per il ricordo di quel brav'uomo di Terenzio, e del suo "Homo sum: nihil humani a me alienum puto".
Citazioni a parte, è davvero sconfortante notare come in una ipotetica società anche solo non così abissalmente lontana dalla mera decenza, simili esternazioni non avrebbero avuto alcun diritto di cittadinanza. E non tanto a causa del loro essere reazionarie, dannose e paleolitiche, quanto per il loro essere esteticamente brutte da sentirsi. Se c'è un danno che la classe (a)politica degli ultimi anni è riuscita ad infliggere alla querula italietta, è proprio quello di privarla del tutto della santificante facoltà dell'autocensura. L'ipocrisia moralotta e bacchettona degli anni '50, pur nella sua sostanziale abiezione, aveva almeno il pregio di voler nascondere per (in)sana vergogna le manifestazioni di provincialismo, di ottusa reazione paesanotta, di periferica mancanza di urbanitas. Pur volendo spesso perseguire nelle proprie grette convinzioni, si aveva probabilmente una certa aurorale consapevolezza di quanto fossero grette, e si preferiva tacere per non fare brutta figura. Adesso, invece, pare che qualsiasi cosa sappia di alfabetizzazione debba essere accuratamente evitata, perché "snob", lontana da quello che vuole la "gente". Che meraviglia, questa fantomatica "gente". Che splendida evacuazione, italietta.









